2° Conferenza Nazionale Italia – Mediterraneo sul GNL per i trasporti marittimi e terrestri

Roma, 11 Aprile 2014

Le argomentazioni trattate durante la giornata dell’11 Aprile alla Seconda Conferenza Italia Mediterraneo sul GNL sono state le condizioni di uno sviluppo infrastrutturale e regolamentare del settore. Le imbarcazioni alimentate a GNL circolanti nel mondo sono attualmente 48 e alle quali si aggiungono altre 53 in progetto. Finora sono per la gran parte in Scandinavia in quanto i limiti più stringenti sul contenuto di zolfo nel settore bunker hanno accelerato la transizione, così come illustrato da Jan Tellkamp della DNV GL. Ignazio Mulè di RINA Services ha illustrato quali sono i passi avanti fatti in questo settore e cosa, invece, serve per far partire il GNL dal vista economico, logistico e normativo.
Secondo Paolo Dal Lago, presidente di Assogasliquidi, la possibilità di sviluppo del GNL dal 2020-2030 potrebbe aggirarsi tra il 15%-25% nella trasformazione di veicoli esistentie nuove immatricolazioni nel trasporto pesante e oltre il 30% nel trasporto marittimo. Ha poi aggiunto che il settore necessita di infrastrutture per il bunkeraggio e di impianti di distribuzione di GNL per potersi sviluppare.
L’ammiraglio Nicola Carlone, responsabile dell’ufficio sicurezza marittima del Ministero delle Infrastrutture, ha spiegato che attualmente sono state presentate al MIT solo 3 richieste di autorizzazione per l’utilizzo di GNL nel settore navale, che sono al vaglio del Ministero.

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È importante sottolineare che gli stimoli allo sviluppo del settore dovrebbero venire dalla direttiva 33/2012 sul tenore di zolfo dei carburanti marini e da quella sui carburanti alternativi (elettricità, gas metano, GNL per il trasporto pesante e la navigazione), come illustrato da Carlo Fidanza, europarlamentare italiano e relatore per i carburanti alternativi. Il testo definitivo prevede che:

  • entro il 2025 nei porti del TEN-T (entro il 2030 porti interni) si installino le infrastrutture per il GNL che dovranno essere indicate nella Strategia Energetica Nazionale di ogni nazione;
  • entro il 2025 si realizzi una rete di rifornimento di GNL per Tir nella rete TEN-T con l’indicazione di una stazione di rifornimento ogni 400 km;
  • entro il 2025 si sviluppi una rete di distribuzione di metano auto con l’indicazione di una distanza media di 150 km tra un punto vendita e l’altro;

L’intervento di Giovanni Perrella del Ministero dello Sviluppo Economico si è incentrato su due aspetti importanti:

  • l’attività svolta dal MiSE per il Piano Nazionale sull’utilizzo del GNL in Italia, organizzato in quattro gruppi di lavoro e tre sottogruppi di cui fanno parte le Associazioni di Categoria (tra cui Federmetano), i ministeri competenti e le amministrazioni locali;
  • la preoccupazione di tutti gli operatori del settore, dalle aziende alle istituzioni, rivolta verso la proposta di modifica della Direttiva Europea sulla tassazione dei prodotti energetici, che porterebbe la tassazione da una quota quasi trascurabile a 6,5 €/GJ. Se ciò avvenisse significherebbe far morire sul nascere lo sviluppo del GNL come carburante.

Giovanni Perrella ha terminato l’intervento facendo appello a tutti gli stakeholder perché tengano alta l’attenzione sul tema e sensibilizzino le istituzioni sull’ argomento.
Per il Ministero dell’Ambiente è intervenuto il capo della Segreteria Tecnica Sebastiano Serra il quale ha sottolineato che il raggiungimento degli obiettivi UE al 2030 sulle emissioni interesserà anche il settore dei trasporti e il gas naturale rappresenta il combustibile con le più basse emissioni su cui bisogna puntare. I percorsi da intraprendere sono lo sviluppo della tecnologia dual-fuel e l’ampliamento della rete infrastrutturale. Conclude Serra che si riuscissse a realizzare le infrastrutture queste darebbero l’opportunità di sviluppo al GNL e al biometano, binomio interessante da sfruttare al massimo.
Il convegno si è chiuso con la tavola rotonda tra gli stakeholders: Maria Rosaria Di Somma, Direttore Generale di Assocostieri, sottolinea che lo sviluppo dell’infrastruttura deve fare da apripista a quello dei consumi anziché il contrario. Dante Natali, presidente Federmetano, interviene auspicando che l’interesse per il GNL del settore marittimo possa creare le condizioni perché si acceleri la realizzazione delle infrastrutture. Il settore del metano per auto italiano è il primo a livello europeo con 1000 distributori, di cui 7 a GNL e 850.000 utenti, realtà che sta crescendo con un trand del 10% all’anno. Ma la modifica della Direttiva Europea “Energy Taxation” porterebbe il prezzo del metano a 1,5 €, bloccando di conseguenza lo sviluppo del settore (biometano e GNL) e andrebbero a perdersi le nuove opportunità offerte dal GNL e dal biometano e penalizzerebbero tutto l’indotto. A conclusione della tavola rotonda l’intervento di Antonio Fulvi dell’Associazione ambientalista Marevivo incentra il suo intervento sull’importanza della corretta informazione in questo settore: è importante che le amministrazioni pubbliche facciano capire alla popolazione cosa significhi usare il GNL al posto del gasolio.

 

 

 

 

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