Chi era Massimo Paganelli, imprenditore riminese e componente storico del Direttivo di Federmetano
Il ricordo di Massimo, scomparso il 19 giugno 2025, nelle parole del figlio Luca e del Presidente Natali
Abbiamo voluto ricordare Massimo Paganelli, scomparso il 19 giugno scorso all’età di 72 anni dopo una breve malattia. È stato un infaticabile operatore del settore e un membro di riferimento del Comitato Esecutivo di Federmetano.
Storico Associato operante in Romagna, ha portato avanti il suo impegno in Federazione fino all’ultimo, partecipando attivamente alle riunioni del Direttivo. Sempre propositivo e positivo, anche nei momenti più difficili per il settore, ha contribuito per decenni alla conduzione collegiale dell’Associazione, con grande ponderatezza, capacità di visione d’insieme e con uno sguardo attento all’interlocutore politico nazionale e locale.
Così lo ricorda il Presidente Dante Natali: “Ho incontrato professionalmente Massimo partecipando ai periodici direttivi di Federmetano, mi colpì fin da subito la sua capacità di ascolto e la fermezza con cui difendeva le proprie ragioni. Mi ha onorato della sua fiducia, in particolare quando nel 2008 assunsi la carica di presidente. Ho sempre potuto contare sui suoi consigli e sul suo concreto supporto. Abbiamo condiviso numerose battaglie per il settore, compreso l’ultimo difficile periodo. Gli devo molto e mi mancherà molto, cosi come mancherà all’associazione, a cui ha dedicato la sua vita professionale”.
Chi era Massimo Paganelli, sotto il profilo umano e imprenditoriale, lo racconta il figlio Luca:
Massimo Paganelli è stato per decenni una colonna portante di Federmetano e, con la sua azienda, ha plasmato il settore del metano per auto nel riminese. Qual è la sua storia? Qual è la storia della “Metanauto di Paganelli Massimo”?
La Metanauto di Paganelli è nata “ufficialmente” nel 1970, anno in cui Ubaldo Paganelli, mio nonno, padre di Massimo, acquista il terreno dove oggi sorge il distributore. Mio padre, neanche ventenne, lo affianca sin dall’inizio. L’avventura col metano della famiglia Paganelli tuttavia era cominciata molto prima: già a metà degli anni ’50, infatti, il fondatore della Metanauto, Ubaldo, lavorava come dipendente per una cooperativa che distribuiva metano per autotrazione ai camion delle cave. Si mise poi in proprio verso la fine degli anni ‘60 per poi arrivare, appunto, alla realizzazione del distributore in via Montalaccio, a Santa Giustina di Rimini, nel 1970/71. Per quasi 50 anni, fino al 2016, la Metanauto ha erogato solo metano per autotrazione (all’inizio con intercambio bombole, poi con carro bombolaio e infine tramite allaccio alla rete di trasporto SNAM). Nel 2016 l’impianto si è ampliato con tutti i carburanti.
Energico e dotato di grande altruismo, si è speso – a livello umano, imprenditoriale e politico – per la “sua” collettività, con autentico spirito di servizio. Che uomo era Massimo Paganelli?
Massimo era un altruista. In tutti gli ambiti: lavorativo, familiare e politico, si è sempre speso con gratuità e spirito di servizio, senza mai né chiedere né pretendere nulla in cambio. Era un uomo trasparente e disinteressato ai palcoscenici o ai “titoli”: aveva dei problemi da risolvere? Trovava la sua soluzione e la applicava. Ciò che importava era il risultato, non la comunicazione dello stesso. Approccio raro soprattutto in ambito politico. Ed era un nonno splendido.
Che rapporto aveva con i suoi collaboratori?
La Metanauto ha sempre gestito direttamente il proprio impianto: i nostri collaboratori sono sempre stati una famiglia. Lo dimostra il fatto che quasi tutti hanno cominciato e continuato a lavorare in Metanauto fino alla pensione. Mai un contenzioso, perché ci si è sempre aiutati a vicenda, cercando di comprendere le necessità di ciascuno.
Quali sono gli insegnamenti più importanti che ha lasciato?
Dedizione al lavoro, rispetto delle regole, solidarietà, altruismo, amore incondizionato per la propria famiglia.
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